In breve
- Ricovero
- Generalmente 1–3 giorni
- Deambulazione
- Precoce con stampelle
- Riabilitazione
- Fin dalle prime fasi
- Recupero
- Spesso più rapido della totale
Quando è indicata
In alcuni pazienti l’artrosi interessa prevalentemente una sola parte del ginocchio, più frequentemente il compartimento interno.
In questi casi, quando le restanti strutture articolari sono adeguatamente conservate e vengono rispettati specifici criteri clinici, può essere indicata una protesi monocompartimentale.
Questa soluzione consente di trattare esclusivamente la porzione danneggiata dell’articolazione, preservando le superfici sane e buona parte delle strutture legamentose.
Non tutti i pazienti con artrosi localizzata sono candidati a questo tipo di intervento: la scelta richiede un’attenta valutazione clinica e radiografica.
In cosa consiste l’intervento
La protesi monocompartimentale consiste nella sostituzione delle sole superfici articolari danneggiate di uno dei compartimenti del ginocchio, mediante componenti protesiche di dimensioni ridotte.
Rispetto alla protesi totale, l’intervento preserva una maggiore quantità di tessuto osseo e le strutture articolari non interessate dall’artrosi.
Nei pazienti correttamente selezionati, questo può favorire un recupero funzionale più rapido e una sensazione di movimento più naturale.
Informazioni pratiche perioperatorie
- Ricovero
- La degenza è generalmente breve, spesso di 3 giorni, in relazione alle condizioni cliniche e al recupero dell’autonomia.
- Deambulazione
- Il paziente viene mobilizzato precocemente, generalmente il giorno stesso o quello successivo all’intervento, con l’ausilio di due stampelle.
- Carico
- Nella maggior parte dei casi è consentito il carico precoce sull’arto operato.
- Riabilitazione
- Il percorso riabilitativo inizia fin dalle prime fasi e si concentra sul recupero della mobilità, della forza muscolare e della corretta deambulazione.
- Recupero
- Rispetto alla protesi totale, il recupero può essere più rapido. Molti pazienti raggiungono una buona autonomia nelle prime settimane, mentre il miglioramento funzionale prosegue nei mesi successivi. È possibile guidare la macchina a partire dalle 6 settimane circa.
Anche in questo caso, i tempi di recupero possono variare in base alle caratteristiche individuali e all’evoluzione postoperatoria.
Informazioni per il paziente Come prepararsi all’intervento

