Chirurgia artroscopica

Lesione della cuffia dei rotatori

In breve

Ricovero
Una notte
Tutore a 15°
Circa 30 giorni
Fisioterapia
Dopo 20–25 giorni
Attività quotidiane
Circa 3 mesi

Quando è indicato l’intervento

La cuffia dei rotatori è costituita da un insieme di tendini che consentono il movimento e contribuiscono alla stabilità della spalla.

Tavola anatomica dei muscoli della cuffia dei rotatori in visione anteriore e posteriore: sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo
I muscoli della cuffia dei rotatori

Una lesione può svilupparsi progressivamente, a causa di fenomeni degenerativi, oppure verificarsi in seguito a un trauma.

I sintomi più frequenti comprendono dolore, spesso accentuato durante la notte, difficoltà nei movimenti e riduzione della forza.

Non tutte le lesioni richiedono un trattamento chirurgico. L’indicazione all’intervento dipende dalle caratteristiche della lesione, dai sintomi, dalla funzionalità della spalla e dalle esigenze del paziente.

In cosa consiste l’intervento

La riparazione della cuffia dei rotatori viene generalmente eseguita in artroscopia, attraverso piccole incisioni cutanee che permettono di introdurre una telecamera e strumenti dedicati all’interno dell’articolazione.

L’intervento consiste nel reinserire i tendini lesionati sulla loro sede anatomica, mediante apposite viti di sutura fissate all’osso.

Illustrazione della riparazione artroscopica del tendine con ancorette e fili di sutura
Il tendine reinserito sull’osso con le suture

L’obiettivo è favorire la riparazione dei tendini, ridurre il dolore e recuperare progressivamente la funzionalità della spalla e evitare un’evoluzione degenerativa che può arrivare all’artrosi.

Informazioni pratiche perioperatorie

Ricovero
Il paziente viene generalmente ricoverato il giorno stesso dell’intervento e dimesso la mattina successiva, dopo una notte di degenza.
Tutore
È previsto l’utilizzo di un tutore a circa 15° di abduzione, generalmente per un mese. La durata può variare in relazione alle dimensioni e alle caratteristiche della lesione. Il tutore può essere acquistato anche presso la Clinica.
Riabilitazione
Il percorso fisioterapico inizia generalmente dopo circa 20–25 giorni dall’intervento. Nella fase iniziale vengono privilegiati movimenti passivi o assistiti, evitando sollecitazioni eccessive sui tendini riparati.
Recupero del movimento
Dopo circa un mese e mezzo viene progressivamente introdotta la mobilizzazione attiva, in relazione all’andamento clinico e alle caratteristiche della riparazione.
Ripresa delle attività
Intorno ai tre mesi è generalmente possibile riprendere molte delle normali attività quotidiane. Le attività sportive, i lavori pesanti e i movimenti che richiedono forza possono necessitare di tempi più lunghi. È possibile guidare l’automobile a partire dalle 6 settimane circa.

Perché è importante rispettare i tempi di recupero

Dopo l’intervento, i tendini riparati devono attraversare un processo biologico di guarigione per ristabilire la loro connessione con l’osso.

Per questo motivo la riabilitazione deve procedere gradualmente, evitando carichi e movimenti eccessivi nelle prime settimane.

Rispettare i tempi di protezione e recupero contribuisce a favorire la guarigione e a limitare il rischio di una nuova lesione.

Informazioni per il paziente Come prepararsi all’intervento